domenica 10 agosto 2014

Parmenide, m'hai provocato e io ti distruggo

Riflessioni semiserie intorno a Il Poema sulla Natura
Dell'essere e del non essere

Qualunque-Mente - Te lo meriti Alberto Sordi!, urlava Nanni Moretti contro un malcapitato avventore di un bar, reo di qualunquismo. Accadeva in Ecce Bombo, del 1978. Per una sorta di contrappasso dantesco, in una scena di Nessuno mi può giudicare (2011), Rocco Papaleo urla te lo meriti Nanni Moretti! Perché nessuno è immune dall'essere giudicato, qualunquista o meno poco importa. Già Parmenide, oltre 500 anni prima della nascita di Gesù, distingueva tra verità e opinione. La mia di opinione è che quando ci troviamo di fronte all'evidenza, non resta che arrendersi alla verità. O è il contrario?

(Pensiero ad alta voce ma sussurrato tra parentesi per non fare la figura dello gnostico: al nome Gesù preferisco quello di Yeshua.)

Tornando a Parmenide, il recente interesse nei confronti del filosofo salernitano greco, è la conseguenza dello studio matto ma non disperatissimo della logica. Affascinato dal concetto di tetralemma, ho deciso di iniziare proprio dal primo pensatore a porre la questione ontologica: essere o non essere, è sempre questo il problema! O è o non è, a voler porre la questione nei termini dell'aristotelico principio di non contraddizione, di cui il tetralemma è una sorta di superamento. Dalla logica binaria a quella quaternaria, in altre parole. Ma la mia è una semplificazione, nulla di più.

Schema di tetralemma, fonte Stanford Encyclopedia of Philosophy

Viaggio di sola andata per l'illuminazione - L'opera più conosciuta di Parmenide è il Poema sulla natura, e questa è la mia irriverente e personalissima interpretazione:

- Il desiderio è donna.

- Possediamo dentro di noi già tutta la conoscenza del mondo.

- Il carro del sole fa più rumore della mia vecchia Seat Marbella.

- Deve fare freddo al buio dell'ignoranza. Non lo so. Credo. Quasi quasi un maglioncino lo metto in valigia.

- La giustizia incontrata da Parmenide era una dea. Sarà colpa della crisi, ma adesso è una puttana, e anche vecchia!

- Si può pensare solo ciò che è. O no?

- Principio di coincidenza tra il pensare e l'essere. Esiste ciò che possiamo pensare, draghi e gnomi compresi.

- Principio di non contraddizione.

- Contraddizione del principio di non contraddizione facendo ricadere tutto nel dominio della ragione. Ingannevole è la mente sopra ogni altra cosa, non il cuore!

(L'aporia è figlia della logica, non smetterò mai di ripetermelo)

- L'essere non ha origine e non ha fine. È un continuo, indivisibile, uguale a se stesso, ma immobile. Allora il divenire è statico?

- Superamento del dualismo tra luce e tenebre.

- Eros come spinta vitale dell'universo.

(Meglio essere erotici che eretici, l'ho sempre detto)
 
E adesso che lo so, o che penso di saperlo, cosa me ne faccio? - La conoscenza che proviene dal giudizio, spesso altrui, attiene al significato. La sapienza, l'unica possibile, deriva dall'esperienza diretta e attiene al senso. Ai percorsi di senso sono interessato, non ai significati. Ad essere sinceri, non ho mai sperimentato ciò che non è. Continuo comunque ad essere sedotto dall'idea, quella sì ontologicamente determinata, di vivere ciò che non ha giudizio né mai ce l'avrà.

Massimiliano Cerreto