giovedì 23 ottobre 2014

Io mi devo salvare

Delle taumaturgiche aspettative che riponiamo nell'amore

Non mi piace fare sempre le stesse battute. Non mi piaceva neppure da ragazzino, quando credevo che da grande avrei fatto il comico. E preferirei dormire la notte, non scrivere! Aspetta, sia chiaro, l'avere un blog invece di andare da uno psichiatra non è solo una questione economica. È che qui, almeno, non corro il rischio di essere preso sul serio. Potrebbe anche finire con un suicidio, altrimenti. Dello psichiatra, non il mio. Per fortuna, ogni post, ops, giorno che passa, mi rendo conto sempre più che ognuno interpreta a modo proprio le mie parole. Nulla di personale, ovvio. Re-citando/mi, credo da tempo nell'impossibilità del dialogo: chi ci risponde lo fa solo all'idea che ha di se stesso.
 

E allora, anche se è diventato un tormentone, almeno per me, lo scrivo anche qui, non so cosa sia l'amore, ma penso sia un'altra cosa. Battuta tragicomica a parte, e spero sia l'ultima volta che la faccio, quando cerco di dare una definizione dell'amore mi viene l'insonnia. No, non è proprio cosi. Voglio essere sincero. Lo so benissimo che a capire l'amore è solo chi lo vive, che non c'è nulla da capire ma solo da vivere. E' la mia incapacità di amare a non farmi chiudere occhio.
 

Adesso, giusto perché sono una persona allegra, sto pensando a Peter Gabriel, di cui ho scritto nel post precedente, e a Giacomo Leopardi, tornato di moda grazie al film di Mario Martone. A dire il vero, il mio poeta italiano preferito è Ugo Foscolo, ma solo perché è nato il mio stesso giorno, seppure qualche anno prima. Tornando alla musica, una delle mie canzoni preferite dell'artista britannico è Love to be loved. Il testo esprime un concetto molto semplice: amiamo per essere riamati.

And in this moment, I need to be needed
When my self-esteem is sinking, I like to be liked
In this emptiness and fear,
I want to be wanted
'Cause I love to be loved
I love to be loved
Oh I love to be loved

E allora perché non riesco ad innamorarmi? Adesso non ripetermi che amare ed essere innamorati non sono la stessa cosa. Lo so, appartengo alla generazione di chi ha subito passivamente, per colpa della televisione, le menate teorie di Francesco Alberoni, Paolo Crepet e Raffaele Morelli. Ma anche Erich Fromm ne ha fatti di danni con le sue utopie. L'innamoramento è comunque un buon punto di partenza.

- Inizio momento pseudo poetico con risvolti melodrammatici -

(Sospirando) C'è stato un lunghissimo periodo in cui avrei dato tutto il tempo che mi resta da vivere pur di poter tornare al momento del mio primo bacio, la notte di San Valentino del 1993. Anni a sentire la mancanza di una persona come quando sei in apnea e senti che devi risalire su perché ti manca l'aria. E adesso? Cosa è questo fastidioso silenzio interiore? No, non me lo so spiegare. (Buio in scena e chiusura del sipario)

- Fine momento pseudo poetico con risvolti melodrammatici -

Intendiamoci, la tendenza ad assumere toni da melodramma è di famiglia. Va bene, avrei dovuto scrivere toni da operetta, ma volevo darmi un contegno. Mamma è un'attrice mancata. Non si è mai lamentata della recente frattura al braccio, di cui ne risentirà ancora per qualche mese. Però me lo ricordo il giorno quando le dissi che avrei voluto scappare di casa e finse di svenire. Ora, capisco l'ingenuità dei miei 13 anni, - sarei dovuto scappare e basta, non avvertirla prima - ma la scena di lei che si butta sul divano avrebbe meritato un Oscar. Su facebook, qualche anno fa, creai una pagina - Mamma napoletana - raccogliendo alcune delle sue frasi. Le ho cancellate tutte, ma una di quelle passate alla storia è questa: Massimiliano, tu sei intelligente, potresti mangiarti il mondo. Perché non gli dai almeno un morso?

Ora non meravigliarti se ho incominciato scrivendo di amore e sono arrivato a raccontarti di mammà. Lo sai chi è il primo amore nella vita di un uomo, vero? Perché devo mettermi un'estranea in casa?, così Alberto Sordi motivava il suo proverbiale rifiuto nei confronti del matrimonio. Che forse rifiuto non era. Forse era troppo forte il suo legame con le sorelle.
 

Massimiliano, non sono gelosa, è solo che speravo in qualcosa di meglio per te è un'altra delle frasi celebri di mammà, con l'accento sulla a. Celebre perché me la ripete ogni volta che le presento qualcuna. Non che le abbia presentato chissà quante ragazze. La mia vita affettiva è stata sempre sul disastroso andante. Saranno state le aspettative? Le sue e anche le mie? Ne ho parlato di recente con un'amica. Mi ha raccontato che (omissis) e che (omissis), ma soprattutto che immaginava sarebbe stato diverso stare con qualcuno.

Dall'ultima esperienza affettiva che ho vissuto ho imparato una cosa. Lo sospettavo già, ma ne ho avuto la conferma. Al di là della gioia iniziale, che a me dura una settimana circa, l'amore non basta. No, non è la soluzione ai tuoi problemi. L'errore, infatti, è proprio nelle taumaturgiche aspettative che riponiamo nella relazione. Quel fastidioso silenzio che avverto oggi e che non mi fa chiudere gli occhi la notte è proprio questo: la consapevolezza che sono l'unico a poter fare qualcosa per me stesso, ma non so più cosa. Bere no, sono astemio. La droga costa troppo e poi la vita è stupefacente di suo, al naturale. Con le prostitute non ci vado perché lo trovo denigrante per entrambi. Uscire, vedere gente e fare fotografie l'ho già fatto per una vita. E allora? Io mi devo salvare, tutto qui.
 

Massimiliano Cerreto

http://www.youtube.com/watch?v=KG_kuBlheDM&list=UU95yDGER5xMBeZqJIfsHKRg
Clicca l'immagine per ascoltare Love to be loved