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venerdì 5 settembre 2014

Emily Dickinson - Oltre la collina è magia

The going from a world we know
To one a wonder still
Is like the child's adversity
Whose vista is a hill,
Behind the hill is sorcery
And everything unknown,
But will the secret compensate
For climbing it alone?

L'andare da un mondo che conosciamo 
A uno di muta meraviglia
È come l'ansia di un bimbo
La cui visuale è una collina,
Oltre la collina è magia
E ogni cosa sconosciuta,
Ma il segreto compenserà
La scalata solitaria?

giovedì 7 agosto 2014

Lei

Per la prima volta si sentì libera indossando se stessa. E lo specchio rimase muto, senza più riflettere quei pensieri di cui era stanca da troppo tempo.

Massimiliano Cerreto 

venerdì 1 agosto 2014

La meraviglia

Della realtà e del filo che ci tiene legati ad essa

La cosa più bella che possa accadere ad un artista non è trovare l'ispirazione. Ogni cosa è già ai suoi occhi un simbolo, qualcosa da interpretare, con la mente o con il cuore, forse entrambi. Il suo desiderio più grande non è astrarsi dalla realtà, ma coglierne il senso. E quanto più esso sembra lontano, tanto più gli cresce dentro la frustrazione.
Chi ha il talento, la tecnica, e gli strumenti necessari alla creazione, può trasformare questo dolore in qualcosa di sublime e sublimato. Agli altri, e sono la maggioranza, rimane il senso di inadeguatezza alla vita, quella vera, vissuta sporcandosi le mani di lacrime e sudore. Perché la meraviglia, per un artista e anche per tutti gli altri, è la vita stessa. Ed è straordinario incontrare qualcuno che, come il filo per un palloncino, non ci faccia volare via, troppo lontano.

Massimiliano Cerreto


"Sono una persona emotiva che comprende la vita solo poeticamente, musicalmente, nella quale i sentimenti sono molto più forti di qualsiasi ragione. Sono così assetata di meraviglia che solo lo straordinario ha potere di su me. Tutto ciò che non riesco a trasformare in qualcosa di straordinario lo lascio andare." 
(Anais Nin) 


(Rufus Wainwright, Across The Universe)

sabato 26 luglio 2014

Scappo con il circo. Anzi no!

Mangiafuoco non mi fai paura
Della meraviglia e dei compagni di viaggio

Agli occhi di un bambino, il circo appare sinonimo di libertà, incanto, meraviglia. Scappare via dalla famiglia, unirsi alla carovana, significa abbandonare un sistema di regole e condizionamenti per inseguire i propri sogni. Sin qui, il lato poetico della storia. Il bambino non sa ancora che anche il circo è una famiglia, seppure dai confini meno ristretti. E non sa neppure che occorrono lavoro e disciplina per imparare a volare, domare le belve feroci e sviluppare il proprio talento, e tutti ne abbiamo almeno uno.
La buona notizia, quella che nessuno però racconta, è che non c'è alcun bisogno di scappare via. Anzi, è il concetto stesso di fuga ad essere fuorviante rispetto al piano originario: essere liberi attraverso la capacità di meravigliarsi di ciò che ci circonda. Senza dimenticare che fuggire via comporta il rischio di finire alla mercé del Mangiafuoco di turno, ovvero di chi promette di evadere dalle responsabilità, di chi si pone come la soluzione ad ogni problema.
E la carovana? Cosa c'è di sbagliato in essa? Nulla! A condizione di comprendere che si forma in modo spontaneo intorno a noi, giorno dopo giorno: siamo tutti i compagni di viaggio di qualcuno.

Massimiliano Cerreto

(Marc Chagall, Circus Horse, 1964)