lunedì 6 ottobre 2014

Cosa resta dell'amore

Della bellezza che rimane bellezza anche quando diventa un ricordo

Te l'ho già raccontato di quanto amo le canzoni di Carole King? E del fatto che il vinile di Tapestry, acquistato da papà prima che nascessi, si trovi ora in camera mia, sequestrato a tempo indeterminato? Forse no, ma adesso non ha più importanza. È che ho appena visto la foto di una giovane madre e mi è tornata in mente una delle canzoni del disco. Il brano si chiama Will you still love me tomorrow? e narra di una notte d'amore. Non solo di questo, a dire il vero. Mi amerai ancora domani?, ecco la domanda che mi ha spinto a questa riflessione. Per me è stato sempre per sempre. L'amore intendo. Non ho mai mentito quando ho detto ti amo. Perché nel qui e adesso è tutto vero, se pensi che sia vero.

Quando si accende, l'amore è una pazzia temporanea. L'amore scoppia come un terremoto e in seguito si placa e quando si è placato bisogna prendere una decisione. Bisogna riuscire a capire se le nostre radici sono così inestricabilmente intrecciate che è inconcepibile il solo pensiero di separarle. Perché questo è, l'amore è questo. L'amore non è turbamento, non è eccitazione, non è il desiderio di accoppiarsi ogni istante della giornata, non è restare sveglia la notte immaginando che lui sia lì, a baciare ogni parte del tuo corpo. Questo è semplicemente essere innamorati e chiunque può facilmente convincersi di esserlo. L'amore, invece, è quello che resta del fuoco quando l'innamoramento si è consumato. Non sembra una cosa molto eccitante, vero? Ma lo è. È il monologo sull'amore tratto da Il mandolino del capitano Corelli. So che lo hai già ascoltato tante volte perché viene periodicamente postato a social unificati.


Per rimanere in tema, potrei anche citarti La canzone dell'amore perduto di Fabrizio De André. Solo che non ho voglia di ascoltarla adesso: mi fa troppo male. Se penso a quanto sono stato stupido a coprire d'oro certe persone per un bacio mai dato. O forse è così che funzionano le cose. Ma non l'ho fatto per un amore nuovo. L'ho fatto solo per amore, e niente più. Nostalgico come sono, mi sarebbe piaciuto rimanere legato al primo.

Ma sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d'oro, per un bacio mai dato, per un amore nuovo.

L'ultima citazione, - credimi, non volevo farne così tante - è tratta da una canzone dei Têtes de Bois, di cui recensii Ferrè, l'amore e la rivolta: album che ho adorato dalla prima all'ultima nota. E mi ricordo di quando avevo 17 anni: ero serio, molto più di adesso. Soprattutto in amore. La leggerezza? Una qualità mai avuta. E invece no, non si può essere seri a 17 anni.
 

Già, perché, perso in tutte queste parentetiche, - subordinate alla realtà, ma senza le giuste causali - mi sono dimenticato della cosa più importante: parlarti della foto. E di una bellezza che sta andando via. È una giovane madre la mia amica. Di più non posso dirti perché non voglio che si riconosca in queste parole. È che ho visto per la prima volta il passaggio del tempo sul suo viso. E allora ho immaginato di esserne il marito. L'avrei vista bella ugualmente? O il mio sguardo sarebbe stato come una svogliata carezza? Mi avrebbe permesso l'amore di andare al di là della realtà? Quell'amore di cui ho sempre scritto senza mai averlo conosciuto, essendo più incline all'innamoramento, proprio come un ragazzino di 17 anni.

E penso alla mia di madre. Di quella volta che mi portò a comprare le scarpe nei pressi del porto di Pozzuoli e, mentre bevevo alla fontanella, mi chiese: te li ricorderai tutti i momenti che abbiamo trascorso insieme quando eri bambino? Ora non vorrei trasformare questa pagina di diario nell'appendice del libro Cuore: insopportabile l'autore, il testo, il film, e persino i cartoni animati che trasmettevano negli anni '80. Però è così. Me li ricordo i momenti trascorsi con lei. E anche di quando mi prendeva in braccio e di un suo maglione grigio che puzzava di fumo. Ha sempre fumato pochissimo lei, aggiungo. E io, sulla poltrona verde del salotto, accanto alla sua, dicevo che non avei mai fumato. Peccato che oggi, in Turchia, dicano fumare con un Massimiliano. Non lo so se l'amore ti aiuta a vedere bello anche chi bello non lo è più. Forse non l'amore di un uomo nei confronti di una donna. Forse quello di un figlio nei confronti della propria madre. Forse la mia amica rimarrà bella anche quando bella non lo sarà più.

Massimiliano Cerreto

P.S. A mamma piace tanto la voce di Charles Aznavour...



She
May be the face I can't forget
A trace of pleasure or regret
May be my treasure or the price I have to pay
She may be the song that summer sings
May be the chill that autumn brings
May be a hundred tearful things
Within the measure of the day.