venerdì 31 ottobre 2014

Redenzione di un aspirante romanziere criminale

Non sono mai stato un amante del poliziottesco, o poliziesco all'italiana. Me ne occupai per lavoro, dopo aver visto un concerto dei Calibro 35 a Milano, alcuni anni fa. Un interesse più musicale che cinematografico il mio. Attenzione, il linguaggio volgare potrebbe urtare la tua sensibilità...

https://www.youtube.com/watch?v=039q7hceWvEL'editore era stato categorico: o un romanzo criminale o un fantasy! Il mercato non vuole altro. Basta con le poesie e l'esistenzialismo, che qui sono già tutti poeti e filosofi. E poi non sei neppure uno di quelli psicologi che vanno in televisione. Certo, potresti buttarti sulla new age. Anzi, sai cosa ti dico, fatti una bella pagina di facebook e pubblica didascalie scopiazzando i pensierini di Coelho e Osho. Tanto nessuno se ne accorgerà, hanno sempre scopiazzato anche loro. E non dimenticare di creare anche un profilo su twitter e di postare ogni tanto qualche foto di gatti. Altrimenti fallo sul serio lo scrittore. In ogni caso, cambialo quel dannato nome! Maurizio Giovannini non si può sentire. Maurice Johannes, ecco, senti come suona bene? Lo sai come sono fatti gli italiani, sono esterofili. E adesso guardati qualche poliziottesco anni '70, ti servirà per la trama.


https://www.youtube.com/watch?v=Njcw87zRjB0
Non si dice poliziottesco, cazzo! È una parola orrenda. Le parole sono importanti!, pensava mentre usciva dall'ufficio del dott. Lomabardini Della Rovere, uomo che di nobile aveva solo il cognome. Ma non aveva altra scelta. Non poteva continuare a scrivere per i giornali a 3,50€ lordi a pezzo. La connessione ad internet, la benzina, i pasti fuori casa, le notti insonni per fare arrivare l'articolo in tempo alla redazione: non lavorava gratis, pagava per lavorare! Single a 40 anni, condannato a vedere morire giorno dopo giorno i suoi e senza un euro in tasca, neppure per offrire una pizza ad una donna. Ad avercelo poi il tempo per uscire con qualcuno. Per non parlare del livello di autostima ormai sottozero.

https://www.youtube.com/watch?v=LjaFxxvtpL4
Qui o mi ammazzo o scrivo un bestseller!: questa la sua decisione finale. Perché la crisi ti arriva dentro l'anima, corrodendoti dall'interno. Vuole un romanzo sulla malavita? E che malavita sia, allora, ripeteva a se stesso tamburellando sul volante mentre tornava a casa. Quanto mi resta da vivere? Altri trenta o trentacinque anni di questo inferno? E dovrei lavorare per cosa? Per fare guadagnare gli altri sulla mia pelle? Andate tutti a fare in culo!, era nervoso. Tanto che avrebbe ucciso il mondo intero se avesse potuto.

Come è andato l'incontro con Lombardini?, chiese la madre. A proposito, visto che non ti avrebbe mai ricevuto se non fosse stato per il nostro amico, adesso telefonalo e ringrazialo, aggiunse. Ringraziare l'amico di famiglia? E di cosa poi? Per quella sottospecie di raccomandazione? E pensare che, sino ad allora, era così fiero del non aver mai chiesto aiuto a nessuno. E sarebbe stato meglio non farlo: denigrato il suo nome, denigrati i manoscritti. Maurizio preferì non dire nulla e chiudersi in camera.

https://www.youtube.com/watch?v=YIbHxCbrroUL'incipt è sempre la parte più difficile, in una o al massimo due frasi devi trascinare via il lettore dal suo mondo e farlo entrare nel tuo, si ripeteva. La pistola puzzava di morte, no, non va bene. La puzza della morte era l'unica cosa rimasta dopo lo sparo, ecco, così funziona di più. Dannazione, ma cosa cazzo sto scrivendo? Io voglio farlo capire alla gente cosa accade nella mente di un assassino! Perché si diventa assassini, che gusto si prova ad ammazzare qualcuno, una sigaretta dopo l'altra, si sentiva sempre più agitato. Neppure l'ennesima sega davanti all'ennesimo porno era riuscito a calmarlo. Era soltanto più stanco e depresso adesso.

Ma è possibile che a 40 anni dormi ancora vestito?, era diventato giorno e la madre, entrata nella stanza, gli appariva solo come un fastidioso rumore. La testa gli scoppiava per tutta quella frustrazione che si portava dentro. Lasciami in pace! Non capisci un cazzo della mia vita, urlò contro l'unica donna della sua vita.

https://www.youtube.com/watch?v=v91iVq3S9n0Il solito commento idiota in bacheca. Adesso lo blocco questo stronzo. E che vuole quest'altro? M'invita al suo concerto? Tutti vogliono attenzione, ma chi se ne è mai fregato di me? Di chi sono, di cosa voglio per davvero. Ah, eccola, ha cambiato per la milionesima volta l'immagine del profilo. Metterà pure le citazioni di Wilde e Pessoa, ma è solo una puttana come tutte le altre. Fammelo mettere un mipiace, la prima cosa che faceva al mattino era connettersi a facebook. Avrebbe potuto scrivere anche la Divina Commedia, ma dalle cose che pubblicava non ricavava che qualche mipiace. Non sanno scrivere queste merde. Le virgole, mettete le virgole. E ci vuole uno spazio dopo i segni d'interpunzione, smettetela di scrivere tutto attaccato! Un po' non si scrive con l'accento, e non ci vuole neppure su sta, fa, va. Però voi una vita l'avete, anche se siete ignoranti come delle capre, odiava facebook perché gli appariva il trionfo della mediocrità. Quella virtuale, però, era anche l'unica esistenza possibile, almeno così la percepiva.

https://www.youtube.com/watch?v=x7_w_QGGHfk
Esco, ti serve qualcosa?, chiese il padre. Comprami le sigarette, i soldi li trovi nel portafoglio, rispose. Già, come se quel denaro non fosse comunque dei genitori. Erano loro a mantenerlo. Aspetta papà, ho cambiato idea. Mi lasci l'auto? Ho deciso di fare un giro. Fuori era bello, era dentro la tempesta. Ci voleva il mare adesso. Aveva bisogno di mare, tutto qui.

Lì, sul lungomare, sembrava un film di Fellini, ma senza i vitelloni. E poi siamo nell'epoca dei post bamboccioni, di quelli che un lavoro lo vorrebbero, ma non lo trovano, neppure più all'estero. Aveva lasciato l'auto sul marciapiede, o una multa o 3 euro per un parcheggio. Scelse di rischiare. E poi pensava che non sarebbe rimasto a lungo. L'ennesimo giro senza senso lungo la periferia dell'anima. Si sbagliava. Avrebbe incontrato il suo destino negli occhi di quel vecchio pescatore*.

Bella giornata, vero?, chiese all'anziano, l'unica anima viva in quella distesa di sabbia. Ma non ebbe risposta. Lo fissò a lungo e poi decise di andare a fare due passi quando fu interrotto dalle sue parole: vieni qua, aiutami a portare il secchio. Non se la sentiva di dire di no. Era stato un bravo ragazzo tutta la vita, anche troppo. Aveva ragione ad essere incazzato. Ma no, non sapeva dire di no. Percorsero in silenzio la distanza che li separava dalla cabina. Aspettami fuori, il vecchio entrò e sistemò le sue cose. Guardi, io l'ho aiutata, almeno un grazie, disse spazientito mentre aspettava che uscisse. Grazie? Di cosa? Non mi hai aiutato perché lo volevi, ma solo perché ti sentivi in dovere di farlo. Non sei gentile, ma solo educato ad esserlo. Quando imparerai ad agire e non a reagire?, una sentenza di morte dell'ego, ecco come gli era apparsa.

https://www.youtube.com/watch?v=bK0j_Pm-pncMa lei come si..., balbettò Maurizio. Il silenzio! Ecco cosa non hai mai imparato. Ascolta te stesso. Non sono io la causa dei tuoi problemi, ma tu stesso. Adesso vai via. Datti la possibilità di stare un po' da solo. La tua famiglia, i tuoi amici, chi ti circonda non può capire e non capirà mai. Ecco qual è lo sbaglio che fate tutti: cercate una conferma al vostro esistere dimenticando di essere, essere e basta!, il vecchio si accese la sigaretta che aveva tenuto tutto il tempo sull'orecchio. Le sue mani erano ruvide e il viso era segnato dal sole di tutte le sue estati passate. Bravo, le faccio i miei complimenti, quanto le devo per questa lezione di vita?, replicò. Nulla, perché tanto non ti è servita!, disse il pescatore allontanandosi. 

Maurizio si sentì davvero solo, per la prima volta. I giornali, gli editori, il romanzo che avrebbe dovuto scrivere, il successo che non aveva mai avuto e che pensava di meritare, facebook: nulla aveva più importanza. Era da solo, e questo gli bastava. E crollò, un granello dopo l'altro, il castello di sabbia. Nella testa, non sotto i piedi.

Massimiliano Cerreto


* Un pescatore come personificazione della coscienza è un chiaro omaggio a Fabrizio De André. Amo questa canzone perché la trovo catartica. Il duetto sul finale tra Ellade Bandini (batteria) e Rosario Jermano (percussioni) è meraviglioso. Li ho conosciuti entrambi, ma questa è un'altra storia...


Dietro le spalle un pescatore
  e la memoria è giа dolore
è giа il rimpianto di un aprile
giocato all'ombra di un cortile.

(Fabrizio De André, Il pescatore)