venerdì 24 ottobre 2014

Regalo di compleanno

Lasciò la stanza, e le finestre rimasero aperte, quasi che le tende volessero salutare il suo passaggio. Sul letto c'era ancora quell'estate fatta di silenzi e zanzare da scacciare via come i brutti ricordi. Padrona di nulla, neppure di quel corpo che in tanti avevano avuto l'illusione di possedere. Padrona solo di un tempo che non c'era mai stato, spazio aperto tra ciò che sarebbe dovuto essere e ciò che non può esserci. Come un amante geloso, la notte la protesse dallo sguardo del mondo mentre era lì, a cercare una risposta nel vuoto. Sospesa, dall'alto di un dubbio, guardava al passato pensando al futuro. Il sonno tentò di abbracciarla, ma lei gli bruciò addosso una sigaretta, e poi un'altra ancora. Era stata ferita, troppe volte, ma ebbe ancora la forza di trascinare l'alba su di sé. Sarebbe stato un altro giorno. Un altro regalo, di quelli che non hai il coraggio di chiedere. Ma che speri di ricevere, prima o poi.

Massimiliano Cerreto

P.S. Lo scrissi un anno esatto fa, per il compleanno della mia ex ragazza. Ci saremmo lasciati pochi giorni dopo. Ed è da allora che non ci sentiamo più: ha scelto il silenzio. E lo rispetto. Anche se odio il silenzio, e non è la prima volta che lo scrivo. Lei no, non la odio. Anzi, le auguro ancora di essere felice. E poi non sono mai riuscito ad odiare le persone di cui sono stato innamorato, anche quando smetto di esserlo...


Edward Hopper, Woman in the sun, 1961