martedì 29 luglio 2014

Sveglio altrove

Ricordava cosa aveva fatto quella notte mentre l'altro da Sé, la persona cui aveva sempre dato il nome di Io, dormiva ancora. Era stato sull'isola dei saggi, e aveva atteso a lungo prima di poter entrare nel giardino del patriarca. A condurlo sin lì, una donna vestita di viola; tutto intorno fiori rossi e blu.  

La valigia, devo preparare la valigia!, esclamò prima di lasciare quel luogo: parole impresse ancora nella mente al momento del risveglio. Adesso sapeva di essere di ritorno da un lungo viaggio all'incontrario, lì dove suo padre e sua madre non avrebbero potuto accompagnarlo. E si ritrovò finalmente adulto quando, recuperate parti della sua infanzia, vissuta tra pezzi di stoffa bianca e frammenti di luce, comprese che tutto era come doveva essere, come è sempre stato.

Massimiliano Cerreto

Ta­mara de Lem­picka, Slee­ping wo­man, 1935