martedì 29 luglio 2014

Talent show

Dedicato ad Epifanio e Valeriana


Il camerino è lì, il responsabile del casting frettolosamente gli indicò un cesso con la tazza allagata ed una lampadina impiccata al soffitto. Strano il destino di chi dovrebbe illuminare gli altri. Sempre ad aver bisogno di qualcuno che ti accenda. Sempre con la paura di essere spento, pensò guardandosi allo specchio.
Nel frattempo, il produttore rassicurava gli sponsor promettendo loro un talent show degno di una prima serata. Non che credesse davvero in quello che diceva. Non che gli sponsor avessero poi tanti soldi. Ma si fa quel che si può, e con la crisi bisogna accontentarsi anche di rubare sogni ai miserabili.
E lì, da solo, come in un film di Fellini, quando non si capisce più il confine tra il sogno e la realtà, rivide suo padre, e tutte le volte che lo aveva accompagnato dal maestro di pianoforte. Lo so, un giorno mi renderai orgoglioso di te, gli ripeteva sempre. Non che avesse meglio da fare. Troppo intelligente per perdere tempo con i compiti. Troppo solitario per appassionarsi ad una palla da tirare in una rete. Quegli ottantotto tasti: ecco cosa credeva lo avrebbero portato via dalla mediocrità che vedeva intorno.
Ci sono prima i gemelli siamesi, poi l'uomo torcia, e infine il pianista, il regista diede le ultime indicazioni all'assistente di studio. Era in onda adesso, ma aveva dimenticato tutto. Come se le note fossero fuggite via. Muto il pianoforte, immobili i tasti. Decise allora di fuggire dalla porta sul retro, inseguito dalle urla del produttore. Era notte, c'era il mare non molto lontano, e s'immerse nel buio. Qualcuno giurò di averlo visto diventare una stella. Per sempre. Aveva solo trovato la chiave...

Massimiliano Cerreto

... però se c'hai la chiave, vedi i colori più belli.

(Antonio Albanese)


(Monologo in parte ripreso nel film Uomo d'acqua dolce)