sabato 13 settembre 2014

Le cinque qualità che cerco in una donna

Della donna che vorrei, dell'uomo che dovrei essere

Come farsi odiare da tutte le donne in un sol colpo. Anzi, in un sol post! Credo sia il titolo più appropriato da dare a questa pagina di diario che, lo so già, avrei fatto meglio a non scrivere. Sarà masochismo il mio? Comunque, confido nell'intelligenza e nell'ironia delle eventuali lettrici. In fondo, non ho fatto altro che mettere l'ennesimo messaggio in una bottiglia sperando che qualcuno risponda. Non rompendomela sulla testa, se possibile.

Sono pochissime le cose che penso di aver capito nei primi 40 anni. La prima è che non si dovrebbe mai parlare (o scrivere) d'amore se non si è innamorati. E non lo sono. La seconda è che l'amore non è meritocratico: qualunque cosa tu possa fare, non sarà mai abbastanza per convincere una persona a starti accanto. Lo ammetto, sono stato sedotto e ho abbandonato. Sì, nonostante un'infinità di tentativi, non sono mai riuscito a conquistare una donna. Ma sono stato sempre io a lasciare chi, per motivi a me ancora oggi del tutto sconosciuti, ha deciso in un determinato momento di avermi accanto.

Qualcuno sostiene che i veri uomini non lasciano, si fanno lasciare. Peccato che i punti di riferimento maschili siano sempre stati troppo lontani dal mio modo di essere, come nel caso di mio padre, o troppo scadenti: non c'è mai stato un solo compagno di classe, amico o insegnante cui mi sarebbe piaciuto assomigliare. Di qualcuno ammiravo l'intelligenza, di altri qualche tratto caratteriale, ma non ho mai desiderato essere altro da me. Sarà che, in fondo (molto in fondo), sono innamorato di me stesso?

Così, con quel coraggio misto ad incoscienza che mi accompagna dall'adolescenza ad oggi, ho deciso di violare le regole cui ho accennato prima. Immaginando di aver trovato una lampada con genio incorporato in grado di esaudire ogni mio desiderio, vi parlerò della mia donna ideale! Anzi, della donna reale, degli ideali sono stufo! Un attimo, devo ancora precisare che non posso farne la descrizione fisica, sia perché non ho mai creduto nei canoni estetici sia perché penso che l'attrazione tra due persone si basi sulla chimica. Posso provare a descrivervene il carattere, però. Ecco allora le cinque qualità che cerco in una donna:

#1 Silenziosa, non muta! - Non mi piacciono le persone che si/ti parlano addosso o, cosa ancora peggiore, che lo fanno alle tue spalle. Una donna in grado di ascoltarmi e di rispondere ogni tanto. Talvolta anche solo con un cenno con la testa, giusto per fingere di aver capito i miei discorsi strampalati. Perché sia chiaro, il logorroico tra me e lei voglio essere io. I pantaloni li può indossare, non si dica che sono all'antica!

#2 Semplice! - Intendo che i suoi processi mentali devono essere il più possibili lineari. Un sì deve valere sì e un no deve significare no. Ci sono già io ad essere complicato. E poi, nonostante mi consideri una persona empatica, non sono poi così bravo ad interpretare la traccia nascosta dei suoi desideri, citando il testo di una canzone dei 99Posse. Pensandoci, la tipa alternativa con cane al seguito, sandali rasoterra (o scarpe da ginnastica logore e slacciate), gonna sgualcita, maglioncino dalle maniche troppo lunghe, birra in una mano e spinello nell'altra non mi piace. Le si incontrano facilmente a Napoli, soprattutto nella zona di Piazza Bellini. Non è l'abbigliamento il problema, e neppure la presenza del cane - adoro gli animali, i bambini e gli anziani - ma la presunzione di essere alternativa. A cosa? In merito alla birra e agli spinelli, meglio un bicchiere di vino rosso: mette più allegria e non gonfia così tanto lo stomaco.

(Nota: la zona di Piazza Bellini è una delle più interessati dal punto di vista culturale. Vi sono le librerie della vicina Port'alba, il Conservatorio di San Pietro a Majella, i negozi di strumenti musicali di Via San Sebastiano e i caffè più o meno letterari.)

#3 Non deve stare a dieta! - Avere consapevolezza del proprio corpo è cosa diversa dall'esserne ossessionati. E poi chi si priva di un piacere difficilmente è un grado di darne agli altri. Ho detto agli altri? Intendevo a me. È che sono un po' geloso. Neppure troppo a dire il vero. Quanto basta per trovare il burka un ottimo costume da bagno da regalare alla fidanzata di turno. Battuta politically scorrect a parte, - chiedo umilmente venia - cibo e sesso sono regolati dagli stessi neurotrasmettitori. A me piace mangiare, e si vede. Comunque, è tipico di noi geni essere anche sregolati. Va bene, sono sregolato e basta: cercavo solo un alibi ai miei eccessi.

#4 Io e lei! Non c'è spazio per il ricordo del suo ex. Tutti abbiamo un nostro archivio emozionale e non pretendo di poter cancellare la sua memoria degli amori passati. Pur ammettendo di essere un nostalgico, amare è un verbo da coniugare al presente. O all'infinito per i più romantici. Ricordo che la mia prima ragazza, nonostante avesse appena 18 anni, aveva nel portafoglio la foto del suo ex. Mi chiese: ti dispiace se la tengo? E io, fingendo una maturità affettiva che non avevo e non ho neppure adesso, risposi: tanto è con me che stai ora. Perché è troppo facile idealizzare un amore passato, mentre è difficile apprezzare chi ti è accanto nel qui e adesso, è questo il punto. Comunque, non ditelo a nessuno, ma lei era la più bella di quelle con cui sono stato.

#5 Deve esserci! - La più grande dimostrazione di amore che possa darti una persona è la sua presenza. Non sono fatto per le storie a distanza, anche se a volte penso di volere un matrimonio con case separate. Forse non sono adatto al matrimonio e neppure all'amore. Non so. Però, in quei rari momenti da il ragazzo di che ho vissuto, io c'ero. Ed è questo che chiedo alla mia donna reale: esserci. Non troppo perché devo anche avere il tempo di scrivere, ma quanto basta, tra un racconto e l'altro. Mi spiace solo che dovrei rinunciare alle mie poesie privando così il genere umano di tanta bellezza. È che non riescono bene quando si è felici.

Conclusioni - Il sottotitolo accenna all'uomo che dovrei essere. Già, ammesso di trovare la donna reale, come dovrei comportarmi con lei? Semplice! Tutto il contrario del modo in cui, con molta autoironia, ho raccontato di fare: non essere logorroico, cercare di tradurre i miei pensieri facendo chiarezza su ciò che desidero o meno da lei, non cedere alle spinte autodistruttive che mi portano ad essere eccessivo in tutto, lasciare andare i ricordi degli amori passati, essere presente nella sua vita, e non soltanto dedicandole una poesia o un racconto. Conoscendomi, credo che rimarrò single. Per il suo bene, sia chiaro!

Massimiliano Cerreto

Marc Chagall, Over the town, 1918