martedì 16 settembre 2014

Ma l'amore no!

L'umiltà del ricevere, la presunzione del dare

Questa pagina di diario nasce da una lunghissima telefonata ad un'amica. Ti ho già detto che sono single, ma con tante amiche, vero? Sarà perché mi comporto da amico? Riflessione tragicomica a parte, nessuno ha mai capito nulla sull'amore. Ad eccezione di chi l'amore lo vive, lo vive e basta! Ogni tentativo di razionalizzare i sentimenti è destinato a fallire. Eppure, arriva un momento in cui la loro intensità è tale da portare la mente ad attorcigliarsi su se stessa. Perché è la mente ingannevole più di ogni altra cosa, non il cuore.

Il pensiero nasce un pochino strisciando, ma definirlo stupendo può solo Patti Pravo. Perché è l'ultima cosa da fare. Pensare, dico. E giudicarsi per il modo in cui si è amato è ancora più sbagliato, aggiungo. C'è però una riflessione dell'amica cui ti ho accennato prima che voglio condividere con te: dire ti voglio bene è ancora più importante che dirsi ti amo! 

Appunto cosa significa voler bene se non desiderare che l'altra persona sia felice? Ovvero anteporre i suoi interessi ai propri. L'amore è invece... ops, stavo per darti una definizione dell'amore. Per fortuna mi sono fermato in tempo. Credo, ma non ne sono troppo sicuro, che in esso vi sia una componente di egoismo. Nessuna sconvolgente rivelazione sin qui. Forse lo pensi anche tu. Il concetto che però mi ha aiutato a cambiare il mio punto di vista è un altro. 
  
Ci vuole umiltà nel ricevere mentre il dare nasconde spesso una presunzione, ecco il punto! Senza entrare nel merito della sindrome della crocerossina, capita spesso di dare per gratificare il nostro ego, per sentirci importanti agli occhi dell'altro e, soprattutto, per esercitare un controllo su di lui (o su di lei). Tutto questo non può che portare ad un rapporto malato in quanto fondato sulla presunzione che l'altro abbia bisogno di noi e che ci ami in funzione di quanto diamo. 

Ricordo una storia di qualche anno fa. Va bene, tanti anni fa. È che ancora mi fa una certa impressione dire di aver compiuto 40 anni lo scorso febbraio. Comunque, quando di anni ne avevo poco più di 20, m'innamorai alla follia di una che non mi amava niente, parafrasando Fabrizio De André. Durante un viaggio mi mostrò una pagina del suo diario su cui c'era scritto: ho bisogno del tuo amore. Non smisi di amarla all'istante, ma se in quel momento fosse stato possibile arruolarmi nella legione straniera l'avrei fatto. Credimi!  

Non si ama qualcuno perché si pensa che abbia bisogno di noi. Ciascuno può salvare solo se stesso, ammesso di volerlo. E non sia ama qualcuno perché si pensa possa soddisfare i nostri bisogni. Ecco perché tremo letteralmente quando qualcuno mi fa un complimento. Mi chiedo cosa voglia realmente da me. Tanto che mi piacerebbe rispondere: in cosa posso esserti d'aiuto? Intendiamoci, esistono dei reciproci scambi di favore che hanno una loro ragione d'essere in ambito professionale come sul web. Non conto più i mipiace dati a membro di segugio. Perché dire a cazzo di cane è volgare, come più volte mi ha fatto notare papà. Ma l'amore no! Non so cosa sia l'amore, ma penso sia comunque un'altra cosa.   

È che non diamo importanza alle parole. Sì deve essere questo il problema. Capisco i momenti di passione, quelli in cui io e te saremmo disposti a dire qualunque cosa. Tornata la calma dopo la tempesta ormonale, quando all'uomo viene voglia di dormire e alla donna di parlare, - tanto da non farsi scrupoli nel toppoliare (scuotere in modo brusco) il povero amante ormai giunto alla fase r.e.m. - dovrebbe però subentrare un briciolo di consapevolezza. E invece no. È un continuo spreco di cuoricini, smack, tvb  e ti amo. A proposito, cosa costa scrivere ti voglio bene per esteso?

Alle parole non credo più ormai. Credo invece nella realtà, nel valore del tempo trascorso insieme, al viversi in diretta e non in quella differita emozionale offerta dallo schermo di un pc o di uno smartphone. Sarà questo l'amore? Nel frattempo, mi voglio bene.
 

Massimiliano Cerreto


Ma l'amore no,
l'amore mio non può
disperdersi nel vento con le rose
tanto è forte che non cederà,
non sfiorirà.


(Alberto Rabagliati, Ma l'amore no)