giovedì 9 ottobre 2014

Ricordi di donne

Avevo promesso a me stesso di andare a dormire, ma qualcosa è andato storto. Vorrei uscire domani, perché ho bisogno dell'altro e dell'oltre da me. Stare qui a rosicchiarmi l'anima e fumare non aiuta di certo. Poi il messaggio di un'amica di facebook, la vibrazione del telefonino accanto al letto ed eccomi nuovamente al computer. Scorro la home e rivedo la foto di una ragazza che mi piaceva ai tempi del liceo. E allora...


Ricordo di quando la madre dei gemelli, gli amichetti del palazzo in cui ho vissuto l'infanzia e l'adolescenza, asciugava le loro lacrime con lo strofinaccio da cucina. 
E che era buono il pollo con patate che preparava la mamma dell'amichetta della porta accanto. Un giorno d'estate, mi comprò una busta di patatine fritte per consolarmi della morte di nonna.
Ed era giovane, bella e simpatica la compagna di uno che aveva i capelli lunghi e il '68 nel cuore: loro trattavano bene noi bambini di quella casa sul mare. Anni dopo lui lasciò lei, e i capelli lo abbandonarono.
Penso ad una madre che aveva due figlie bellissime. Per amore aveva lasciato il proprio Paese grande grande e finì imprigionata nella mentalità di un paese piccolo piccolo.
Attraente la moglie del tabaccaio, e la figlia ancora più bella. No, il loro matrimonio non è andato in fumo.
Antipatica, invece, la quarantenne pazza con i denti ingialliti dalle sigarette; poi sono ingiallito anche io.
Una buona amica la magrissima compagna di liceo, conosciuta che di anni ne aveva quattordici e persa nel traffico della vita che ne aveva poco più di diciotto.
E gli ormoni dei miei vent'anni? Forse si sono trasferiti insieme alla bellissima vicina che cucinava in bikini nelle calde sere d'estate. Forse li ho soltanto immaginati, come la vita.

Sì, domani devo uscire. Magari vado a paseggiare sul lungomare di Pozzuoli. È stato lì che portai l'ultima ragazza che mi disse di no, e anche l'ultima che mi disse di sì. Me le ricordo entrambe. Avevano una sola cosa in comune: mi facevano ridere. Forse ne ero innamorato per questo. O forse mi sarei innamorato di loro semplicemente perché non avevo niente da fare.

Massimiliano Cerreto

You must believe in Spring, ©Massimiliano Cerreto

 
Mi sono innamorato di te 
perché
non avevo niente da fare
il giorno
volevo qualcuno da incontrare
la notte
volevo qualcuno da sognare

(Luigi Tenco, Mi sono innamorato di te)