mercoledì 12 novembre 2014

Il tassinaro sull'oceano

Storia dell'uomo che trovò l'America a casa propria

Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla. Non so se sia stato il cinema ad aver reso grande Alessandro Baricco oppure il contrario. Certo è che La leggenda del pianista sull'oceano, da cui è tratta la citazione iniziale, e Seta sono dei film meravigliosi. Così, pensando ad una storia da scrivere in chiave di felicità, che esiste nello spartito della vita, mi è venuto in mente uno dei tanti personaggi di Alberto Sordi: il tassinaro.

 
Sognava l'America Spartaco. E invece portava in giro la gente, sempre di fretta, sempre occupata a rincorrere la propria vita. Lui no, il tempo per vivere non lo aveva, almeno credeva.  
Kansas 11, devi andare all'aeroporto, la radio del taxi gracchiava ordini di continuo. Non aveva voglia di andarci, ma lo fece lo stesso. 
La solita modella fotoscioppata, i sottocosto sui televisori lcd, la faccia del politico di turno, ogni volta con quegli occhi che ti guardano quasi a voler capire se crederai o meno all'ennesima promessa elettorale, e quei semafori che nessuno ha mai pensato di sincronizzare: era fatto di cartelloni e semafori il panorama quotidiano di Spartaco.
Hey amico!, l'africano sorrideva mentre cerca di vendergli i fazzolettini mentre era fermo ad un semaforo.  
Ma che se ride questo?, si chiese senza trovare una risposta. Poco dopo era arrivato al terminal.  
Buongiorno, mi porti all'Holiday Inn, per favore, l'uomo era salito sul taxi con l'ombrello ancora aperto, cosa che porta anche un po' sfiga a dire il vero. 
Aveva incominciato a piovere da poco e ci voleva un raggio di sole, ne aveva bisogno Spartaco. Spense la radio e mise su il cd con i classici del rock: Welcome to Hotel California, such a lovely place, such a lovely face...
Ma lei sa cosa significa davvero questa canzone?, gli chiese l'uomo.
Oddio, n'altro de quelli che se pensano che tutto il rock è satanico, pensò Spartaco, che l'inglese non lo conosceva neppure. Gli piaceva viaggiare sulle note, tutto qui. 
Credo che lei si senta in trappola, proprio come il protagonista della canzone, aggiunse il passeggero.  
Ecchilo, ce voleva pure er fratello scemo de froid, pensò, ma non ebbe il coraggio di dirlo.  
Piacere, mi chiamo Andrea Torini, e vado all'EUR per un convegno sul benessere, si presentò così.  
Piacere mio, Moriconi Spartaco!
Ad ottobre piove, e anche tanto. Le strade incominciavano ad allagarsi e il traffico ad impazzire. (Rumore di clacson)
A cocco de mamma, vedi de annà! Mi scusi dottò, è che co certa gente ce vonno e maniere forti, sinnò famo notte ner traffico. Ce lo dico per lei dottò, anche perché er tassametro corre lo stesso, pure se stamo fermi, Spartaco non era cattivo. Era incattivito, che è diverso. Qualcosa sta per cambiare nella sua vita, ma non lo sa ancora.

- Famo na cosa, spegnemo tutto e me paga a forfè. Vabbene dottò?
- La ringrazio, ma non si preoccupi, tanto le spese sono a carico dell'organizzazione. Piuttosto, mi racconti un po' di lei, è tanto che fa questo mestiere?
- E che glie devo da dì, dottò. Mi nonno era tassinaro, mi padre pure, solo mi fratello s'è salvato da sto destino 'nfame. Adesso sta a niù iorc, beato lui. Un giorno stava a fa er gladiatore al Colosseo e na turista americana, na buzzicona piena de sordi, se l'è portato via, come se fosse un suvenirre. Perché a me ste fortune nun me capitano mai?
- Ma è felice suo fratello?
- E chi ce lo sa, nun telefona mai. A me sta cosa che le persone se ponno vedè e parlà co scaipe mica l'ho tanto capita. Almeno nun passa e giornate in mezzo a sto traffico come a noi. Dottò, m'ha mannato na cartolina du giorni fa. Sapesse come so belle le strade de niù iorc, so grandi e poi lì semo noi tassinari a comannà. Mica come qui, co sti vigili che se sentono er pateterno. Ecco, a verità è che nun ciò mai avuto li mezzi pe fà la vita mia.
- Ne è davvero convinto? Cosa le sarebbe piaciuto fare? 

Torini era sempre più incuriosito da questa creatura metropolitana. Gli ricordava il personaggio di Rael, il protagonista di The Lamb Lies Down on Broadway, ma probabilmente Spartaco i Genesis non li aveva mai ascoltati, troppo complicati. Un viaggio di iniziazione, ecco cosa aveva compiuto Rael. Ecco di cosa aveva bisogno il nostro tassinaro. E quando non hai il coraggio di buttarti, lì, dall'alto dei tuoi dubbi, che a guardare in basso ti tremano le gambe, la cosa più bella è trovare qualcuno che ti dia una spinta. Lo sapeva bene. Tanti anni come psicologo clinico e poi la svolta come scrittore di libri di auto aiuto: anche Andrea aveva dovuto trovare il coraggio di oltrepassare lo specchio, sconfiggere le paure e tornare alla realtà.

- Da regazzino me piaceva tanto giocà a pallone, come a tutti. Ma er sogno mio era d'aprirme un negozio. Uno de quelli belli, co tante vetrine, e dentro na commessa. Che si sarebbe stata carina me l'avrebbi pure sposata. Me vedevo con un figlio maschio e na figlia femmina, che averce la coppia è l'ideale. E invece, l'unica cosa che m'ha dato mi padre, che Dio lo abbia in gloria, è stata a licenza per portà er tassì. Così, a quarantanni me trovo sempre in giro e ancora singol.
- Ha mai pensato di cedere la licenza? E poi lo sa che adesso per avere un negozio non è più necessario un luogo fisico? Al massimo, uno scantinato da usare come magazzino. Oggi si vende di tutto su internet. Guardi, mi permetta di darle un consiglio: impari un pochino ad usare il computer e vedrà che la sua vita cambierà. Ne parlo anche nel mio libro. Eccone una copia, ne porto sempre qualcuna con me.
- Ma davvero dotto? Io ce l'avrebbi n'amico che è un mago co li compiuter. E grazie per il libro. Anzi, famo na cosa, sta corsa gliela offro io. Fanculo li sordi, un buon consiglio vale più dei sordi. Erano arrivati a destinazione. Spartaco non ancora, ma era sempre più vicino alla vita che avrebbe sempre voluto.

- Tre anni dopo -

Dottore, c'è una telefonata per lei, dice di essere un suo amico, un certo Spartaco, la segretaria uscì poco dopo dall'ufficio. 
Dottò, io ce dovrei fa na statua d'oro a lei. Se ricorda de me? So Moriconi Spartaco, er tassinaro. Sì, l'ho vennuta la licenza de tassì, e oggi guadagno bene cor negozio su ibbei. L'amico mio, quello bravo co li compiuter, risponne a li clienti con le meil, e io e mi fratello avemo fatto n'import ecsport coll'America. Sapesse come vanno pazzi sti mericani per i souvenirre de Roma. Certo, mica ce lo sanno che compramo tutto in Cina. A proposito, me so pure sposato e adesso mi moglie aspetta un figlio! Non vedo l'ora di portarmelo allo stadio alle partite della Magica. E me la porto pure se mi nasce femmina. Grazie dottò! Se viene a Roma, è ospite mio! 

Massimiliano Cerreto





We’ve got to get in to get out
We’ve got to get in to get out

(Genesis, The carpet crawlers)