venerdì 9 gennaio 2015

Il ricordo di me

Non sono mai stato davvero un fan di Claudio Baglioni e Pino Daniele, ma la loro musica è parte del mio vissuto: ci sono canzoni che ti si appiccicano addosso e non vanno più via. Una di queste è Mille giorni di te e di me. Per una volta ometterò tutta la parte romantica della storia perché ci sono cose che dovrebbero rimanere private, come le cicatrici che lasciano gli amori, ad esempio. C'è però un verso che desidero citarti: ti presento un vecchio amico mio / il ricordo di me / per sempre, per tutto quanto il tempo in questo addio / io mi innamorerò di te.

Già, ma cosa sarà mai questo ricordo di me? Come ho raccontato nel post precedente, dedicato alla mia amica Anna, credo ormai soltanto alla memoria del cuore, che non ha bisogno di fotografie per rimanere impressa. E neppure di tutte le tracce lasciate sui social network. È per questa ragione, e tante altre che non mi va di dirti, che ho voluto cancellare la bacheca, i commenti, i mipiace e quanto si era sedimentato negli ultimi quattro anni.

(Se mi hai seguito sin dall'inizio, sai che questo blog nasce dalla mia ennesima fuga da facebook, su cui poi sono tornato il cinque ottobre scorso. Non meravigliarti quindi se l'indirizzo è vivosenzafacebook e poi finisco con il raccontarti delle disavventure virtuali. A dire il vero, ho avuto delle brutte esperienze anche con google+. Forse è che, non essendo un nativo digitale, ad internet mi lega un sentimento di amore/odio o di attrazione/repulsione, come direbbero gli psicologi.)

La verità è che mi sono chiesto quale ricordo di me avrei lasciato. Perché mantenere in vita dei rapporti finiti ormai da tempo? Ammesso che di rapporti si possa parlare nel caso delle relazioni virtuali. Come fare a lasciare soltanto l'essenza di me? E a chi? Tutte domande cui non posso dire di aver trovato una risposta se non nella scelta radicale di rivendicare il mio diritto all'oblio. Era già mia abitudine cancellare i post degli anni precedenti, ma entrare nel registro attività e annullare tutto è stato devastante e magnifico allo stesso tempo.

Altrettanto magnifico e devastante per il mio ego, cercare di imparare a suonare Io dal mare, brano contenuto in Oltre, forse l'album più bello di Claudio Baglioni, che contiene la già citata Mille giorni di te e di me. Ieri ho trascorso delle ore alla batteria a provarla e riprovarla, ma è maledettamente difficile. Ecco, vorrei che ascoltassi questa canzone, soprattutto la parte finale, quella in cui entra la voce di Pino Daniele. Non canta una sola parola, eppure c'è tutto il suo mondo, la sua essenza.

Per rispetto nei suoi confronti, non aggiungerò altro sul cantautore napoletano, ma non ti nascondo che, in questi giorni, mi hanno dato molto fastidio sia l'ipocrisia di alcuni colleghi - incontrati quando ero un giornalista - sia alcune polemiche sul modo in cui i partenopei hanno testimoniato l'immenso l'affetto nei suoi confronti. Preferisco concludere con l'augurio che il ricordo di te, di me e di tutti noi possa essere un pensiero felice nel cuore degli altri.

Massimiliano Cerreto



Due miei pensieri felici